Lonny Blaster Official Website
Lonny Blaster Finally Rock! Cover
Artist: Lonny Blaster
Location: Taranto, Italy
Line-up: John Seventh (vocals), Fabian P. (guitar), Kris Rollo (bass), Simon P. (drums)
Album: Finally Rock!
Label & Pubblication Year: Self Produced, 2004
Tracklist: Finally Rock / Baby Smile / Kamasutra Girl / Dangerous / She's Like Lady / My Little Star / C.N.C.S. / Finally Rock (Video Track)
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Chi di voi, incalliti navigatori, non ha mai avuto un piacevolissimo incontro con quel virus maledetto chiamato Blaster? Proprio lui, quello che salì all'attenzione di tutti i patiti di internet per la propria capacità di far spegnere a suo piacimento il vostro personal computer, mentre la vostra bile saliva ai massimi storici. Accidenti, la vita non è solo rete, e se volete spassarvela provate a recuperare quello che io considero il migliore vino pugliese di sempre, ovvero quel Primitivo di Manduria, che sa da par suo come far montare il sangue al cervelo sino a mandarti nel più completo dei tilt alcolici. Ma esiste una terza ed unica soluzione a nome Lonny Blaster, la quale agisce una volta entrata a contatto con qualsiasi apparecchio destinato alla diffusione sonora e nel giro di 5 minuti riesce a rubare l'anima di qualsiasi Renegade scorazzante sull'intera superficie terrestre. Ricapitoliamo i Lonny Blaster sono un manipolo di prodi ribelli, provenienti da Manduria (una cittadina in provincia di Taranto) che dopo aver registrato nel Novembre del 2002 un demo cd contenente 11 traccie si ripropongono all'attenzione della critica con "Finally Rock!", un EP di ribollente hard rock composto da 7 songs ed integrato dalla presenza del video relativo alla title-track. Il primo impatto con i Lonny Blaster è stato letteralmente devastante, perchè da queste parti si respira classe cristallina e si ingurgita tanta energia quanta ne basterebbe a far saltare un'intera torre d'amplificazione. Raramente capita di ascoltare un cantante con le stesse doti tecniche di John Seventh, che si arrampica su ottave impossibili senza perdere la giusta dose di sporcizia guidato dall'insegnamento di mostri sacri quali Ian Gillan, Axl Rose, Mark Slaughter, Tom Keifer e Sebastian Bach ed un chitarrista quale Fabian P., capace di far vibrare la sei corde con un'intensità emotiva ed una maestria non troppo distante da quella che potrebbe scaturire da un ipotetico incontro fra Gilbert e Slash. La miccia è inescata dalla title track che fulmina l'asfalto su di una fiammante custom nel suo inverosimile mood stradaiolo, in un connubio di rimandi fra Tigertailz e Slaughter. I primi passi di "Baby Smile" si tingono inequivocabilmente di Aerosmith, prima di lasciare spazio ad un refrain di Cinderelliana memoria. Riffeggia puro e crudo l'anthemico up tempo insito in quel gioiellino prettamente sleaze a titolo "Kamasutra Girl", mentre si sniffano gli Skid Row di un album fondamentale quale "Slave To The Grind" nel successivo mid tempo titolato "Dangerous". Dopo un' altra scarica di adrenalina quale "She's Like Lady" la tensione cala per lasciare spazio all'ispirato lento ottantiano di "My Little Star", guidato dalle trame pianistiche ad opera di Claudio Rollo. La ciliegina sulla torta arriva con "C.N.C.S.", song matura che riassume definitivamente tutte le caratteristiche salienti dei Lonny Blaster: incorruttibile anima hard rock, assolo funambolico, refrain immediato e vocals al vetriolo da applausi scroscianti. I Lonny Blaster si candidano di diritto come nuovi alfieri dello street hard rock tricolore, così mentre la scena nordica continua ad espandersi esponenzialmente, arriva dal sud, terra da sempre bistrattata, una solida realtà alla quale parecchie etichette discografiche farebbero bene a prestare attenzione.

Recensione realizzata da Bruno Rossi

Vote: 8